Il biologico italiano in movimento

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09/09/2017 - Il Ministro Martina a Sana: “Italia sempre più leader nel bio” In visita a Sana il Ministro sottolinea l’eccellenza biologico made in Italy.

Ieri i rappresentanti delle principali organizzazioni europee e le autorità italiane a confronto sulla riforma del regolamento europeo in materia di agricoltura biologica

“Italia sempre più leader nel bio con 300mila ettari convertiti, +20% di operatori e consumi. La strada è quella giusta.” ha detto oggi il Ministro Maurizio Martina al termine della sua visita al Sana, in corso a Bologna.

La 29esima edizione di Sana 2017 è stata inaugurata ieri dal convegno Quale Regolamento Per Potenziare La Crescita Del Biologico Europeo?, organizzato da BolognaFiere e FederBio per discutere degli aspetti del nuovo quadro normativo comunitario.

Dopo i saluti del neo presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, si è entrati subito nel vivo con l’intervento di Eduardo Cuoco, direttore Ifoam Eu, che ha evidenziato la necessità di una riforma normativa capace di sostenere il posizionamento del modello biologico come principale modello agroalimentare europeo.

Una riforma, quella attuale, che ha avuto una genesi sofferta e non convince pienamente i membri della Commissione Agricoltura: questo quanto emerge dalle parole del Vice presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro.

Un parere condiviso dai tre relatori esteri: Fiona Marty, Responsabile Affari Europei (FNAB), Francia -  Antje Kölling, Responsabile Politiche e Relazioni Esterne Demeter, Germania -  e Miriam Van Bree, Responsabile Politiche di Interesse Comune e Dipartimento Knowledge Projects, Bionext, Olanda, che hanno espresso preoccupazione per i contenuti del compromesso raggiunto sulla riforma.

In merito al nuovo accordo europeo, Roberto Zanoni, presidente AssoBio Italia, ha messo in luce due aspetti per le imprese bio italiane: la definizione di una percentuale di residui accidentali unica per tutti i paesi europei e l’obbligo di imporre il pagamento di sanzioni ai responsabili di episodi di inquinamento accidentali. A questi due aspetti il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla, ha aggiunto la necessità di definire un sistema di certificazioni uniforme a livello europeo, un tema ancora troppo poco valutato e approfondito. 

Evidenziando la posizione molto critica e attenta assunta dalla Federazione in merito all’accordo sulla riforma del regolamento normativo, Paolo Carnemolla, ha dichiarato: “Non possiamo pensare di basare tutta la credibilità e tutto il lavoro di implementazione delle garanzie e dell’innovazione nel settore bio solo sul regolamento, come sta già avvenendo, le organizzazioni di rappresentanza delle imprese devono proseguire sul cammino di realizzazione di strumenti in questa direzione condivisi nella filiera.” 

L’incontro si è concluso con gli interventi di Maria Teresa Bertuzzi, relatrice DDL agricoltura biologica al Senato della Repubblica, che ha analizzato come la normativa può supportare una crescita sana del biologico, e del Vice Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, che ha evidenziato come il biologico sia un settore in forte crescita e di traino per l’economia del Paese.

 

 

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