Il biologico italiano in movimento

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07/08/2017 - Boom dell'agricoltura biologica: +20% di operatori e oltre 300 mila ettari coltivati

Bologna, 07 agosto 2017 -  Con dei numeri da record il biologico italiano è la chiave per un modello agricolo italiano più sostenibile e competitivo.

Secondo le elaborazioni effettualte dal SINAB per il ministero delle Politiche agricole, il settore biologico ha registrato una crescita senza precedenti in termini di superfici coltivate e numero di operatori. Nel 2016 gli ettari coltivati con il metodo biologico hanno raggiunto quota 1.795.650, rispetto agli 1,5 milioni del 2015, raggiungendo un peso di circa il 14%. Se nel 2015 il biologico copriva un’area agricola grande quanto quelle di Toscana, Marche e Umbria messe assieme (il 12% dell’intera agricoltura italiana), nel 2016 ha abbandonato l’uso di pesticidi chimici di sintesi una superficie agricola pari a quelle di Liguria e Molise. Cresce anche il numero degli operatori bio che si attestano a 72.154 unità.

I dati diffusi dal MiPAAF evidenziano che tra le colture bio che hanno registrato maggiore incremento ci sono gli ortaggi (+48,9%), i cereali (+32,6%), la vite (+23,8%) e gli ulivi (+23,7%). Sicilia, Puglia e Calabria sono le tre regioni con la maggiore estensione di superfici biologiche, rispettivamente con 363.639 ettari, 255.831 ettari e 204.428 ettari.

Evidenziando il ruolo chiave della sostenibilità nel sistema agroalimentare italiano, il ministro  Martina ha sottolineato l’impegno alla definizione di una seria programmazione a sostegno del biologico, menzionando le risorse europee stanziate con le regioni, per 1,5 miliardi fino al 2020, la prossima disciplina delle mense scolastiche biologiche e il rafforzamento delle norme sui controlli.

Commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio: “I dati diffusi oggi dal MiPAAF confermano le nostre rilevazioni dei mesi scorsi; dal nostro osservatorio, anche il 2017 confermerà l’andamento di crescita significativo, sia per numero di operatori che di superfici agricole e allevamenti convertiti al bio. Oltre al supporto dei Piani di sviluppo rurale regionali ricordato dal ministro Martina,  la crescita è dovuta anche ai cambiamenti del mercato, il cui  scenario vede l’agricoltura convenzionale perdere sempre più competitività e redditività, mentre il consumo di prodotti biologici si afferma in Italia e nel mondo, meglio ancora se Made in Italy. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto al ministro Martina e agli assessori regionali e provinciali di riprendere già a settembre il percorso di un Piano strategico di settore, che trovi legittimità nella legge per il biologico già approvata a maggio dalla Camera e ora ai passaggi finali al Senato. Se non si affronta come sistema agricolo nazionale il crescente divario fra l’offerta di prodotti bio nazionale e la domanda del mercato, un divario che nemmeno questa crescita delle superfici agricole è in grado di colmare, rischia di essere inefficace anche la necessaria e improcastinabile riforma del sistema di controllo, su cui abbiamo garantito appoggio e collaborazione leali al governo

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