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26/07/2017 - FederBio: la riforma (storica) del sistema di certificazione è possibile

Paolo Carnemolla (presidente di Federbio): uniformità, efficacia e capillarità della vigilanza pubblica per tutelare il settore e dare fiducia ai consumatori.

 “La riforma del sistema di certificazione del biologico è un passaggio cruciale in una fase di forte crescita e cambiamento del mercato, per questo FederBio quale organizzazione a composizione interprofessionale ha inviato a MiPAAF e Regioni un proprio position paper sulla riforma che richiama anzitutto alla necessità di collocare questo atto normativo in un contesto di politica nazionale di settore che affronti in maniera condivisa anzitutto la criticità principale, ovvero il crescente divario fra la domanda di prodotto e l’offerta di materia prime coltivate in Italia.” Dichiara Paolo Carnemolla, Presidente di Federbio. “Condividiamo la necessità di una riforma effettiva e efficace che ridia credibilità e fiducia nel sistema di certificazione, a partire dalla parte pubblica che deve autorizzare e vigilare sugli organismi di controllo e in tale ambito chiediamo venga garantita finalmente uniformità, efficacia e capillarità della vigilanza pubblica attraverso il nuovo comando dell’Arma dei Carabinieri agroalimentari e forestali. Ci auguriamo che il confronto che sta avvenendo in questi giorni in sede di Conferenza Stato Regioni possa aprire un percorso utile su cui avviare un confronto più allargato nel quale tutti i soggetti interessati possano dare un contributo fattivo anche in vista dei prossimi passaggi in sede parlamentare”.

E’ in corso questa settimana il confronto in sede di Conferenza Stato Regioni sul decreto approvato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare lo scorso 16 giugno sul nuovo sistema di controllo dei prodotti biologici. Da sempre in prima linea per garantire il rispetto degli standard di tracciabilità e di trasparenza nel comparto biologico, FederBio ha inviato a MiPAAF e Regioni un proprio documento nel quale evidenzia gli aspetti cruciali del provvedimento che può segnare una svolta storica per il settore del biologico italiano. 

Le peculiarità del sistema di certificazione del biologico, che è una certificazione di processo, rendono necessaria una particolare attenzione ai requisiti degli organismi di certificazione. In questo contesto, lo Stato deve delegare i propri poteri a organismi di certificazione che abbiamo requisiti e capacità operative che siano tali da rendere non solo oggettiva, ma anche percepita da operatori e cittadini l’esistenza di un sistema unico di certificazione e tracciabilità, e l’assenza di qualunque conflitto di interessi. Per far questo, bisogna garantire che l’Autorità incaricata della vigilanza sugli organismi di certificazione, dunque anche sugli operatori, sia differente da quella che ne gestisce l’autorizzazione sia a livello nazionale che locale e sia dotata di articolazione territoriale, capacità operativa e investigativa tipiche e esclusive dell’Arma dei Carabinieri.

Solo in questo modo sarà inoltre possibile assicurare una vigilanza che coinvolga anche le Regioni nel proprio territorio di competenza, con le necessarie garanzie di capillarità territoriale, operatività e uniformità, oltre che di raccordo con l’Autorità nazionale competente, a cui devono rimanere in capo le decisioni in merito ai provvedimenti sanzionatori previsti, così da tutelare concretamente e dare fiducia ai consumatori.

 

Per ulteriori informazioni riguardo al position statement di FederBio sulla riforma del sistema di certificazione, cliccare qui