Il biologico italiano in movimento
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Il regolamento europeo sull’agricoltura biologica, dopo aver considerato che “Gli organismi geneticamente modificati (OGM) e i prodotti derivati o ottenuti da OGM sono incompatibili con il concetto di produzione biologica e con la percezione che i consumatori hanno dei prodotti biologici”  sottolinea “È vietato l’uso di OGM nella produzione biologica”. L’agricoltura biologica è l’unica che, non solo per contrarietà degli operatori, ma proprio per legge, esclude gli OGM.

 

OGM e Biodiversità

La creazione di organismi transgenici può mettere a rischio il già delicato equilibrio ambientale. 

Gli individui transgenici possono diffondersi negli ambienti naturali, trasferendo i loro caratteri a piante coltivate della loro specie, ma anche entrando in competizione con le popolazioni selvatiche, fino a determinarne la scomparsa: dalle ricerche emerge con chiarezza che  le piante OGM immesse in natura  rischiano concretamente di selezionare erbe infestanti e insetti più resistenti, che non si è in grado di contenere.

 

OGM e inquinamento ambientale

Due terzi degli OGM utilizzati al mondo sono stati modificati per resistere a un diserbante, che così si usa ripetutamente e massicciamente per eliminare le piante spontanee, andando a inquinare le acque superficiali e quelle profonde, da cui si alimentano gli acquedotti.

Dozzine di ricerche confermano, tuttavia, l’esperienza diretta degli agricoltori statunitensi: sempre più erbe infestanti stanno acquisendo resistenza al diserbante; la tolleranza ora non è più caratteristica delle piante OGM, ma è estesa anche ai loro antagonisti, rendendo necessario aumentare le dosi.

 

OGM e la dipendenza degli agricoltori

I produttori di OGM  (grandi multinazionali delle sementi e della chimica) sostengono che il cibo geneticamente modificato è sicuro e che le colture OGM siano “sostanzialmente equivalenti” a quelle tradizionali. Se fosse vero, non si registrerebbero variazioni nel metabolismo degli animali cui sono somministrati.

Non c’è alcun dubbio sul fatto che lo sviluppo degli OGM rende gli agricoltori sempre più dipendenti dai fornitori delle sementi geneticamente modificate e delle sostanze chimiche che ne sono l’indispensabile corollario. 

La diffusione degli OGM, con la riduzione della biodiversità riduce il diritto dei consumatori di scegliere cosa mangiare.

Scegliere prodotti biologici, gli unici per i quali il processo di produzione esclude gli OGM, ed è controllato e certificato (con ispezioni nelle aziende e analisi) rappresenta una scelta consapevole e libera.

 

 

 

 


Attività di informazione e divulgazione del settore dei prodotti biologici realizzata da UPBIO nell'ambito della Mis. 133, PSR 2007/2013, determinazione n.718325 del 29/12/2014 - Codice domanda n.8475921024.

 

 

PSR Regione Lazio 2007/2013 - Misura 133 - Sostegno alle Associazioni di produttori per le attività di promozione e informazione riguardanti i prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare.