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Carta del forum del biologico in Expo: Il biologico nutrirà il pianeta - Verso un consumo e una produzione sostenibile


Grazie soprattutto agli sforzi di sostegno alla produzione e alla protezione sociale da parte dei governi, l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio 1c di dimezzare la percentuale della popolazione sotto il livello minimo di apporto calorico sarà raggiunto entro la fine del 2015. Tuttavia, ancora oggi 795 milioni di persone - in particolare bambini - si trovano in situazioni di insicurezza alimentare e gli obiettivi riguardanti la riduzione della fame sono messi alla prova da problemi di accesso, infrastruttura, clima, macroeconomia e stabilità politica[1]. Malgrado l’imprevedibilità di fattori quali il cambiamento climatico, la perdita di raccolti e la volatilità dei prezzi alimentari – che nessun modello di produzione può ancora controllare – l’agricoltura biologica rappresenta l’unica innovazione in campo agricolo e alimentare dell’ultimo secolo, basata sulla riscoperta di un approccio ecosistemico, socialmente inclusivo ed economicamente e ecologicamente resiliente per la produzione di alimenti e materie prime rinnovabili. Il suo successo globale è dimostrato anche dai 2 milioni di operatori in 164 Paesi[2] che partecipano alla produzione di alimenti impiegando risorse locali, riducendo la dipendenza da fattori di produzione esterni e aumentando la propria resilienza a shock esterni e calamità naturali.

Questa Carta si propone di sintetizzare i punti di forza e le opportunità offerti dal settore biologico e biodinamico, senza tacerne i limiti, sulla base delle documentate evidenze scientifiche e delle esperienze empiriche, per rendere evidente perché e come l’agricoltura biologica possa non solo alimentare, ma anche nutrire il Pianeta.

 

Agricoltura biologica ed ecologia  

Mentre annualmente si perdono 10 milioni di ettari a causa di pratiche agricole insostenibili[3], è dimostrato che l’agricoltura biologica: aumenta la fertilità del suolo e, di conseguenza, la produttività nel medio e lungo periodo; migliora la struttura del suolo e la capacità di trattenere e filtrare l’acqua, che si traduce in una significativa riduzione della necessità di irrigazione e dell’impatto di siccità e alluvioni; riduce l’inquinamento delle acque e la lisciviazione dei nitrati nelle falde acquifere; riduce l’erosione causata da vento, acqua e sfruttamento eccessivo dei pascoli[4]; aumenta la capacità del suolo di sequestrare carbonio e contribuisce in questo modo a mitigare l’effetto serra, a sostenere l’adattamento al cambiamento climatico e a ridurne gli effetti[5]. In generale, i vantaggi cumulativi di varie pratiche biologiche – come il mancato utilizzo di fertilizzanti sintetici, il maggior apporto di sostanza organica compostata nel terreno, la riduzione delle emissioni agricole di anidride carbonica e il sequestro di carbonio da parte del suolo[6] – hanno un potenziale di riduzione dei gas a effetto serra pari a 5.1-6.1 GT (miliardi di tonnellate) di CO2 equivalenti[7]. Questo significa che una conversione globale ai metodi di gestione biologica trasformerebbe l’agricoltura da principale fattore di cambiamento climatico ad attività a impatto climatico zero, al contempo rendendola un’efficiente strategia di adattamento alle incertezze climatiche. Inoltre, le aziende agricole biologiche consumano circa 1/3 di energia in meno rispetto a quelle convenzionali, grazie all’adozione di pratiche agricole meno dipendenti dalle energie fossili e a una maggiore efficienza nella fissazione biologica dell’azoto. Un minore consumo energetico è fondamentale per far fronte al picco del petrolio e, di conseguenza, alle fluttuazioni del costo dell’energia che impattano sull’economia a tutti i livelli. Essendo i servizi ecosistemici[8] e dalle risorse naturali fattori essenziali di produzione, gli agricoltori biologici sono guardiani del territorio, del paesaggio e della biodiversità e l’azienda agricola biologica, spesso, incorpora il principio di mutualità simbiotica tra uomo e natura[9]. I successi ambientali ottenuti nel settore primario dovrebbero essere estesi anche alle altre fasi della filiera, dove servono innovazioni per il riciclo di fattori produttivi non rinnovabili (per es. fosforiti),  la minimizzazione dell’uso di energia e materiali nelle fasi di trasformazione e packaging e, in generale, adottando i principi dell’economia circolare.

 

Agricoltura biologica, salute e benessere

Una delle più grandi preoccupazioni per gli anni a venire è rappresentata dalle malattie non trasmissibili legate all’alimentazione. Molti dei benefici dell’agricoltura biologica dipendono dalla creazione di un equilibrio ecologico tra il suolo, le piante e gli animali, che si traduce in una maggiore qualità dei prodotti che ne derivano. I prodotti lattiero-caseari biologici solitamente presentano più acidi grassi polinsaturi, più acidi grassi omega-3, un miglior rapporto tra acidi grassi omega-3 e omega-6; i prodotti vegetali tendono a contenere fino al 90% in più vitamina C e quantità significativamente maggiori di metaboliti secondari a effetto antiossidante; cosa più importante, contengono molti meno residui di pesticidi, nitrati e metalli pesanti tossici[10]. Oltre a ridurre drasticamente l’esposizione a tali sostanze dannose, gli alimenti biologici generalmente hanno un contenuto maggiore di sali minerali e sostanza secca. Le diete a base di prodotti biologici sembrano essere meno frequentemente associate ad allergie, con una documentata maggiore immunità a talune malattie in bambini e animali. Un corpo di ricerche scientifiche in aumento, per quanto non definitivo, sembra dimostrare un contributo delle diete a base di prodotti biologici alla riduzione dell’incidenza di malattie cardiovascolari, neurodegenerative e di alcuni tipi di cancro, specialmente quando associate a un incremento del consumo di frutta, verdura e cereali integrali. In particolare, alcune diete biologiche locali – come la dieta mediterranea - sembrano offrire la soluzione ideale al trilemma dieta-ambiente-salute[11].  Alcuni studi, inoltre, hanno evidenziato che la maggiore attenzione al benessere animale assicurata dalla gestione biologica offre benefici dal punto di vista della salute alimentare e dell’ecologia. In particolare, il fatto che negli allevamenti biologici ci si astenga dall’uso di antibiotici non può che offrire una soluzione al trend allarmante di resistenza a questi farmaci da parte di ceppi batterici aggressivi[12].

 

Agricoltura biologica ed equità

Secondo diversi studi, nel nostro mondo, oggi dominato da disoccupazione e sotto-occupazione, l’agricoltura biologica genera circa il 30% in più di opportunità di lavoro nelle aree rurali, mentre i ricavi per unità di lavoro agricolo impiegato sono maggiori[13]. L’agricoltura biologica restituisce ai sistemi sociali il controllo sulla filiera agro-alimentare, mentre il marchio bio

ha reso il diritto di scelta in campo alimentare un fatto concreto. In quest’ambito, fondamentali sono le innovazioni nel campo della tracciabilità e della garanzia al consumatore, che porteranno ad affiancare il sistema di certificazione basato su standard precisamente dettagliati dalla legge a un approccio partecipativo e trasparente basato su buone pratiche sia in campo agricolo, sia in quello della trasformazione alimentare. Il potenziale dei principi e delle pratiche di agricoltura biologica è propizio per le filiere eque e/o corte, in cui l'agricoltura familiare e le imprese di piccole dimensioni hanno un peso rilevante, e può essere sfruttato ulteriormente nel quadro di modelli di sviluppo sostenibile e di un commercio giusto. Si mettono, infatti, al centro le persone e le competenze, anche delle piccole e medie imprese di trasformazione e di distribuzione, che esprimono nuovi modelli di relazione con i cittadini. Le filiere corte hanno anche il vantaggio di diminuire le spreco alimentare, visto che parte troppo cospicua del cibo prodotto nel mondo si deteriora in post-raccolta e nel trasporto a lungo raggio. All’agricoltura professionale si affianca il fenomeno - in crescita – dell’agricoltura urbana, spesso d’impostazione sociale o incentrata sulla comunità. L’agricoltura biologica sostiene con forza questi nuovi modelli di relazione città-campagna, che sono ispirati da comuni principi e sono da sempre connaturati con l’esperienza produttiva delle aziende biologiche. Nell’ambito del commercio mondiale, la combinazione dell’agricoltura biologica con pratiche di commercio equo e solidale da parte di piccoli agricoltori altrimenti emarginati fornisce un migliore accesso ai mercati, garantendo allo stesso tempo migliori condizioni ambientali e sociali.

 

Agricoltura biologica e etica

L’agricoltura biologica promuove una gestione prudente e responsabile dei sistemi agricoli e agro-alimentari e ripudia le tecniche di coltivazione,  allevamento e trasformazione che non rispettano i diritti umani, il benessere animale e non danno garanzie di sicurezza e/o che potrebbero avere esiti negativi imprevedibili, come l’attuale ingegneria genetica. Recenti studi hanno aperto la discussione nella comunità scientifica biologica su alcune tecniche di rinaturalizzazione – rewilding – che, pur utilizzando tecniche avanzate di biologia molecolare, sarebbero tuttavia compatibili con i principi dell’agricoltura biologica. L’agricoltura biologica adotta un approccio scientifico allo sviluppo e sostiene la ricerca di soluzioni tecnologiche e innovazioni sostenibili dal punto di vista economico, sociale, etico e ambientale e, nel contempo, salvaguarda saperi tradizionali e l’uso di razze e varietà antiche o locali. Il settore del biologico promuove una modalità di ricerca trasparente e partecipata basata su un rapporto di collaborazione tra studiosi, produttori e trasformatori, al fine di innovare e diffondere gli ultimi sviluppi scientifici e tecnologici[14].

 

L’agricoltura biologica nutrirà il pianeta

L’agricoltura biologica offre una soluzione sostenibile possibile per nutrire il pianeta, migliorando le performance a tutti i livelli con: migliore accesso al cibo, tecnologie appropriate, efficienza economica, adeguatezza nutrizionale, qualità ambientale ed equità sociale[15]. L’agricoltura biologica, in particolare, aumenta la sicurezza alimentare a livello dei singoli nuclei familiari, conferendo il potere alle donne di coltivare alimenti diversi e quindi affrontare il problema della malnutrizione infantile. La conversione dell’agricoltura mondiale ai metodi di gestione propri dell’agricoltura biologica porterebbe a un output agricolo globale pari a 3038 kcal/persona/giorno[16], e ciò senza proseguire nella trasformazione di foreste, praterie e altre aree naturali in terre arabili e senza l’utilizzo di fertilizzanti azotati. Tuttavia, nonostante si possano produrre sufficienti calorie e proteine con l’agricoltura biologica, gli esperti ritengono che, per essere sostenibile, il consumo mondiale di cibi di derivazione animale dovrà diminuire considerevolmente. Inoltre, l’agricoltura biologica sembra aumentare la resilienza delle piccole aziende agricole a stress e shock, così permettendo l’autosufficienza alimentare delle famiglie contadine e riducendo il rischio del depauperamento dei piccoli produttori ora dipendenti da input esterni e facilmente esposti a gravi danni economici in caso di raccolti scarsi[17]. Nel 2013, il mercato del biologico era stimato in 72 miliardi di dollari (circa il 2% del venduto alimentare), con 43 milioni di ettari certificati a colture e pascoli e 35 milioni di ettari di aree certificate per la raccolta di piante spontanee[18]. L’agricoltura biologica offre ampie opportunità di crescita, a beneficio del mondo intero.

 

L’Action Network ha raccolto suggerimenti e osservazioni tramite le 244 organizzazioni aderenti in rappresentanza dei movimenti a indirizzo etico e ambientale, nonché mediante una pubblica consultazione online, tre eventi tematici a EXPO Milano 2015 (sui temi dell’ecologia, della salute e del cambiamento climatico), l’Organic Week a EXPO Milano 2015 e, infine, la Conferenza Internazionale IFOAM AgriBioMediterraneo di Vignola nel mese di settembre.

Questa Carta rappresenta, pertanto, una visione condivisa sul ruolo dell’agricoltura biologica come risposta alle sfide del XXI secolo.

 

                                                                                                         Organic Action Network, 29 settembre 2015

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1]   FAO, IFAD, WFP, 2015. The State of Food Insecurity in the World. Meeting the 2015 International Hunger Targets: Taking Stock of Uneven Progress. http://www.fao.org/3/a-i4646e.pdf

[2]   FiBL and IFOAM, 2015. The World of Organic Agriculture. Statistics and Emerging Trends 2015.

[3]   FAO, 2011. The State of the World's Land and Water Resources for Food and Agriculture:  Managing Systems at Risk. http://www.fao.org/docrep/015/i1688e/i1688e00.pdf

[4] Gomiero, T , Pimentel, D and Paoletti, M. G., 2011. Environmental Impact of Different Agricultural Management Practices: Conventional vs. Organic Agriculture.  Critical Reviews in Plant Sciences, 30: 1, 95-124.

[5]   El-Hage Scialabba N., 2013. Organic Agriculture’s Contribution to Sustainability. USDA Organic Farming Systems Research Conference. Proceedings. In: Crop Management, 29 April 2013. http://www.fao.org/docrep/018/aq537e/aq537e.pdf

[6] Skinner, C, A. Gattinger, A. Mueller, P. Mäder, A. Fliessbach, R. Ruser, and U. Niggli 2014, 2014. Greenhouse Gas Fluxes from Agricultural Soils under Organic and Non-Organic Management—A Global Meta-Analysis. Science of the Total Environment, 468, 553-563.

[7]   FAO, 2009. Low Greenhouse Gas Agriculture. Mitigation and Adaptation Potential of Sustainable Farming Systems. ftp://ftp.fao.org/docrep/fao/010/ai781e/ai781e00.pdf

[8]   Sandhu, H. S., Wratten, S. D., & Cullen, R., 2010. Organic agriculture and ecosystem services. Environmental Science and Policy, 13(1), 1-7.

[9]   Bengtsson, J., Ahnström, J., & Weibull, A. C., 2005. The effects of organic agriculture on biodiversity and abundance: a meta‐analysis. Journal of applied ecology, 42(2), 261-269.

[10]   Baranski M. et al, 2014. Higher Antioxidant and Lower Cadmium Concentrations and Lower Incidence of Pesticide Residues in Organically Grown Crops: a Systematic Literature Review and Meta-analyses. British Journal of Nutrition 112(5):794-811 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24968103

[11]   Tilman D and Clark M., 2014. Global Diets Link Environmental Sustainability and Human Health. Nature, Volume 515, 27 November 2014. http://www.nature.com/nature/journal/v515/n7528/full/nature13959.html

[12]   World Health Organization, 2014. Antimicrobial Resistance: Global Report on Surveillance 2014. http://www.who.int/drugresistance/documents/surveillancereport/en/

[13]   Nemes Noemi, 2009. Comparative Analysis of Organic and Non-Organic Farming Systems; a Critical Assessment of Farm Profitability. FAO Natural Resources Management and Environment Department. ftp://ftp.fao.org/docrep/fao/011/ak355e/ak355e00.pdf

[14]   Alrøe, H., Kristensen, E. S., & Halberg, N., 1998. A systems approach to research in sustainability and organic farming. Research Methodologies in Organic Farming:on-farm participatory Research, 89.

[15]   FAO, 2007. Organic Agriculture and Food Security. International Conference, 3-5 May 2007. OFS/2007/5. ftp://ftp.fao.org/docrep/fao/meeting/012/ah952e.pdf

[16]   Schader C., Muller A. and El-Hage Scialabba N., 2013. Impacts of a Global Up-scaling of Low-Input and Organic Livestock Production. Preliminary Results. FAO Natural Resources management and Environment Department. http://www.fao.org/fileadmin/templates/nr/sustainability_pathways/docs/SOL-m_summary_Final.pdf

[17]   El-Hage Scialabba N., Pacini C. And Moller S., 2015. Smallholders Ecologies. FAO Natural Resources management and Environment Department. http://www.fao.org/3/a-i4196e.pdf

[18]   FiBL and IFOAM, 2015. The World of Organic Agriculture. Statistics and Emerging Trends 2015.